Corriere di Novara

Periodico Indipendente delle Province di Novara e V.C.O.

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Corriere di Novara
Fondato nel 1877 / In edicola il lunedì, giovedì e sabato
martedì, 03 marzo 2015

Arriva la delibera che ufficializza la richiesta della Regione di acquisire il Castello di Miasino

| Territorio NOVARA - E' ufficiale con la delibera di Giunta approvata questa mattina, lunedì 2 marzo, la Regione Piemonte risponde alla richiesta dell'Agenzia nazionale per l'amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati manifestando il proprio interesse per il Castello di Miasino, nel Novarese. «Un passo che si attendeva dall'estate del 2012 - spiega il consigliere regionale novarese del Pd, Domenico Rossi - quando l'Agenzia nazionale interpellò i Comuni di Miasino e Armeno, la Provincia di Novara e la Regione per attribuire il bene e che mette fine ad una vicenda inaccettabile e ingiusta. Una risposta concreta all'impegno preso dalla Giunta dopo l'approvazione all'unanimità di una mozione che ho presentato come primo firmatario lo scorso settembre: in quest'ottica voglio sottolineare come l'indirizzo del Consiglio sia stato rispettato e fatto proprio dall'esecutivo portando all'importante risultato di oggi». La Regione Piemonte si farà carico del bene ma soprattutto del percorso di riutilizzo sociale del Castello. «Non ha senso confiscare un bene alla mafia per poi lasciarlo a se stesso. L'acquisizione rappresenta quindi una tappa intermedia verso il traguardo di una nuova gestione che sappia restituire valore sociale al territorio» evidenzia Rossi. «Per questo - prosegue il consigliere - da oggi l'impegno di tutti dovrà essere quello di riunire al più presto un tavolo di lavoro con tutti i soggetti istituzionali e della società civile interessati a trasformare il castello in un bene da restituire alla collettività». Un passaggio preso in considerazione dalla Giunta già nel passaggio odierno come conferma l'assessore Augusto Ferrari: «La delibera prevede di demandare alla Direzioni regionali Risorse finanziarie e patrimonio, Coesione sociale e Promozione della Cultura, del turismo e dello sport, l'adozione degli atti necessari per il trasferimento del bene, nonché le verifiche in ordine alla regolarità edilizia ed urbanistico-catastale, e la definizione del progetto di utilizzo con l'individuazione del soggetto gestore per il riutilizzo sociale». «Ho avuto modo - riprende il Consigliere regionale Domenico Rossi - di confrontarmi con gli assessori competenti Aldo Reschigna, Antonella Parigi e Augusto Ferrari. Ciascuno di loro ha confermato la volontà di trovare in tempi stretti una soluzione per la gestione definitiva del bene». Proprio per questo motivo l'assessore Parigi è in contatto con il direttore dell'agenzia nazionale, Prefetto Umberto Postiglione. «Non solo, in attesa della risposta dell'Agenzia nazionale e del successivo bando - conclude il consigliere Democratico - si stanno valutando tutte le soluzioni possibili, nell'alveo di quelle consentite dalla normativa, per assicurare fin da subito un riutilizzo». mo.c.

Scippo tra via Della Riotta e via Del Ponte

| Cronaca NOVARA – Una donna sui 75 anni è stata vittima di uno scippo nel pomeriggio di oggi, lunedì 2 marzo, a Novara. L’episodio è avvenuto intorno alle 18, all’angolo tra via Tilde Del Ponte e via Della Riotta, a Sant’Agabio.A derubarla, stando alle prime informazioni, due donne, sembrerebbe scese da un’autovettura scura. Le due, strattonandola, sono riuscite a strapparle il braccialetto in oro e a fuggire, facendo perdere le proprie tracce. A indagare sull’episodio, immediatamente denunciato, sono i Carabinieri.Sembrerebbe che, poco prima, la stessa autovettura da cui son scese le due donne si fosse fermata per chiedere informazioni proprio all’anziana. Forse una tecnica per osservare se indossasse qualcosa di valore. La vittima, particolarmente spaventata, non pare abbia riportato ferite. mo.c.

Democrazia deliberativa, parte il percorso anche in Centro e San Martino

| Economia e politica NOVARA – Dare una nuova vita ai luoghi non utilizzati nei quartieri Centro e San Martino. E’ l’istanza trasversale emersa dai tavoli di discussione dell’agorà di quartiere tenutasi sabato mattina all’Oratorio di San Martino. L’assemblea è stata il punto di partenza di un nuovo percorso di democrazia partecipata, nato nell’ambito del progetto SpeDD (Sperimentazione di percorsi di democrazia deliberativa) promosso dall’Associazione Territorio e Cultura Onlus insieme alla Caritas diocesana e al Centro di solidarietà della Parrocchia San Francesco alla Rizzottaglia, in collaborazione con il Comune di Novara, l’Università del Piemonte Orientale (DISEI - Dipartimento di Studi per l’Economia e l’Impresa) e il Centro di Cultura-Gruppo operatori dell'Università Cattolica  e con il sostegno dalle Fondazioni Cariplo e De Agostini.Nel corso dell’agorà un campione di 30 cittadini, selezionato in modo da rappresentare la composizione socio-demografica dei due quartieri, si è confrontato proprio come avveniva nella antica piazza ateniese (detta appunto agorà). Tre i temi in discussione: quartieri vivibili (commercio, viabilità, servizi e nuove forme per la valorizzazione dei beni collettivi); quartieri accoglienti (luoghi di aggregazione, spazi inclusivi per l'integrazione); quartieri contro la crisi (reti di sostegno e 

“Jobs Act”, avanti ma con realismo

| Economia e politica Per Renzi ed il suo ministro Padoan, con l’avvio del Jobs Act, gli imprenditori con avranno più alibi: dovranno assumere. La nuova legge accontenta per molti aspetti Confindustria e, per altri, scontenta i sindacati. Per i sindacati, ma anche per alcuni economisti di primo piano, il rischio è che il Jobs Act, con lo strumento del cosiddetto “contratto a tutele crescenti” finisca sì per creare occupazione, ma solo sostitutiva e non propriamente aggiuntiva, perpetuando così il limbo della precarizzazione del lavoro. Ma neppure gli imprenditori, da un altro punto di vista, ci stanno ad essere messi con le spalle al muro in un contesto in cui marginalità, contesto internazionale e domanda domestica sono ancora troppo in sofferenza e non lasciano intravvedere, a breve, orizzonti sereni veramente certi.

Amianto killer alla centrale? Tutti assolti

| Cronaca Assolti dal Tribunale di Milano "per non aver commesso il fatto" 4 dei 6 imputati (2 sono deceduti qualche settimana fa), ex amministratori e dirigenti Enel, accusati di omicidio colposo plurimo per la morte di 8 dipendenti della centrale termoelettrica di Turbigo, appena al di là del Ticino, dove tra l’altro all’epoca dei fatti lavoravano anche molti novaresi. Le 8 vittime erano impiegate tra gli anni '70 e '80, ed erano poi decedute fra il 2004 e il 2012 per mesotelioma pleurico. Per il giudice monocratico nessuna “negligenza e imperizia” a carico degli imputati, viceversa sostenuta dal pm Maurizio Ascione e dalle parti civili Comune di Turbigo, Inail, Medicina Democratica e Associazione Esposti Amianto (i famigliari delle vittime avevano invece già ottenuto risarcimenti extragiudiziali da parte dell’Enel). Pm che aveva chiesto condanne (a ognuno degli imputati venivano attribuiti solo alcuni decessi) di 7 anni innanzitutto per Francesco Corbellini, presidente della società pubblica dal 1979 al 1987, e una, la più alta, per Aldo Velcich, capo del dipartimento della centrale Enel di Turbigo dal 1973 al 1980: 8 anni e 6 mesi. E poi 5 anni e 6 mesi per l'ex direttore generale di Enel, Alberto Negroni, e 4 anni per l'ex responsabile dello stabilimento di Turbigo, Paolo Beduschi. Pene più basse, invece, per altri due ex responsabili di dipartimento: 3 anni per Paolo Chizzolini e 2 anni per Valeriano Mozzon. Ma Francesco Corbellini e Aldo Velcich, ultranovantenni, sono deceduti qualche settimana fa. Sabato la sentenza assolutoria, che ha scatenato bagarre in aula, con i parenti delle vittime, delusi, che gridavano “vergogna”. Paolo Viviani Leggi l’articolo integrale sul Corriere di Novara di lunedì 2 marzo 2015

Volley: nel segno di Barun è della Igor il primo trofeo del 2015

| Sport NOVARA – Il primo obiettivo è stato raggiunto! Al termine di una “Final Four” entusiasmante l’Igor Gorgonzola si aggiudica la Coppa Italia, riportando il trofeo a Novara a distanza di undici anni. E’ stata una due giorni di grande volley quella che hanno potuto vivere i numerosi tifosi accorsi al “105 Stadium” di Rimini, ma anche quelli rimasti davanti ai teleschermi di “RaiSport”. Due gare, la semifinale di sabato contro Conegliano e la finalissima di domenica con Modena, ad alta tensione, che hanno visto in campo una Igor forse non splendida come in altre occasioni, ma sicuramente generosa e immensa come compattezza, in grado di arginare i momenti di difficoltà trovati durante le gare. E’ stata ancora una volta la vittoria del gruppo, quello costruito dal g.m. enrico Marchioni e gestito in campo da Luciano Pedullà, anche se il successo contro le emiliane porta soprattutto il nome di Katarina Barun. E’ stata lei, con 31 punti, la “signora” della finale; e non è un caso che portano il suo nome gli ultimi cinque decisivi punti del quarto set. Una prestazione che non deve in ogni caso fare passare in secondo piano i meriti di tutte le compagne: intelligente nella distribuzione è stata la regia di Signorile, eccellente come sempre la difesa di Sansonna, preziosi quando sono serviti i “colpi” di capitan Guiggi, Chirichella e delle due “stelle Usa” Klineman e Hill…

C’erano (una volta) le strisce blu. E ora vanno (già) rifatte

| Novara Città Una città dipinta di blu… ma non più tanto. Almeno in certi punti. Ovvero: alcune posteggi che da “bianchi” erano diventati appunto “blu” sono ora tornati all’origine, o meglio, le famigerate strisce che impongono il pagamento sono quasi scolorite, fermo restando che comunque si paga.  La nuova segnaletica orizzontale del Musa era stata dipinta solo qualche mese, in alcuni casi solo qualche settimana fa, e in quei punti ora è già in via di estinzione. E va rifatta, come segnalano appositi cartelli, e come conferma il Comune, che precisa però che tutto è di competenza e a carico del gestore del Musa, ovvero la “Nord Ovest Parcheggi”, srl, come noto, al 49% Sun e al 51%  “Parcheggi Italia”. Pagheranno loro il rifacimento, mentre i cittadini pagheranno il nuovo disagio. Legittimo quesito: ma come erano stato dipinte quelle strisce blu? Possibile non siano durate che qualche settimana? Risposta sempre del Comune: quelle strisce blu oggi scolorite erano state fatte in fretta e furia per rispettare le scadenze imposte dal Comune stesso. Solo che in quei giorni c’erano condizioni meteo avverse, ovvero pioggia etc. E quindi addio strisce. Stupefacente. Sul “Corriere” del 5 gennaio era stato lo stesso assessore Rigotti, interpellato (anche) per la segnaletica orizzontale bianca scolorita in quasi tutta la città, a spiegare che appunto la segnaletica orizzontale «non viene mai fatta in inverno, per questioni climatiche». Appunto. Tutta quella blu del Musa è stata fatta in inverno. Paolo Viviani Leggi l’articolo integrale sul “Corriere di Novara” di lunedì 2 marzo   Foto Martignoni  

Anche una novarese tra i dieci finalisti del concorso “Lo studente ricercatore”

| Novara Città NOVARA - Dieci ragazzi scelti su tutto il territorio nazionale tra gli studenti delle classi quarte (dello scorso anno) degli istituti superiori per far parte di un innovativo progetto di avvicinamento al mondo della ricerca: si chiama “Lo studente ricercatore” ed è l’iniziativa che Ifom (Istituto Firc di Oncologia Molecolare) porta avanti da 10 anni e che per il 2014/2015 si è conclusa nella mattinata di venerdì 27 febbraio nella sede milanese dell’ente con il “Poster Day”, ossia la giornata in cui i ragazzi espongono, tramite un poster virtuale composto da 16 slide, la ricerca a cui hanno collaborato. Tra i dieci selezionati per quest’ultima edizione c’è anche Amanda Bellebono, studentessa diciottenne che frequenta la quinta C dell’istituto agrario Bonfantini a Novara. Amanda, che abita a Caltignaga, ci ha raccontato com’è andata: «Io ero l'unica ragazza di un istituto tecnico, gli altri erano tutti del liceo scientifico. Il Poster Day è stata un'esperienza molto bella: c'è stata la presentazione delle ricerche alle quali abbiamo collaborato, la premiazione, poi la visita guidata ai laboratori del centro di ricerca a cui hanno partecipato anche i miei genitori. Ho saputo del concorso tramite la mia scuola e sono stata scelta per partecipare alla selezione: ho inviato il mio curriculum, le pagelle degli anni scolastici precedenti e i voti del primo quadrimestre. Inoltre come gli altri candidati ho fatto un test online su materie come chimica,  biologia e genetica. Il punteggio per la classifica finale era dato dalla media dei voti e dai risultati di questo test. Noi dieci selezionati in primavera (del 2014, ndr) abbiamo frequentato per due settimane i laboratori dell'Ifom: a ognuno di noi è stato assegnato un tutor che ci ha mostrato come si procede a un esperimento e ci ha fatto anche partecipare attivamente. Nei due giorni  finali abbiamo anche assistito a lezioni di comunicazione scientifica per poi sapere come realizzare il nostro poster».Dopo le due settimane all’Ifom Amanda l’estate scorsa ha fatto anche uno stage presso un apicultore occupandosi delle operazioni di smielatura e invasettamento del miele in laboratorio. Nel frattempo la giovane ricercatrice ha continuato a seguire l’esperimento da casa tramite computer sempre in contatto con il tutor ed infine ha preparato il poster che ha presentato venerdì scorso.  Amanda nel corso della sua esperienza all’Ifom ha studiato l’interazione tra cancro ed endocitosi in cellule di mammifero sotto la guida della dottoressa Francesca Tettamanzi.«L'esperimento a cui io ho collaborato - spiega Amanda - consisteva nel riprodurre in vitro un tipo di proteina coinvolta nell'insorgenza del carcinoma mammario per capire il suo funzionamento. Si tratta di una proteina che è stata rilevata nel 30% dei pazienti affetti». Nonostante questa esperienza Amanda è ancora indecisa sul suo futuro: se da una parte le piacerebbe frequentare Biologia dall'altra è attirata da Lettere moderne. «Sicuramente il mondo della ricerca è molto affascinante - ci ha detto - ho apprezzato soprattutto l'importanza di lavorare in team. Inoltre all'Ifom è la dimostrazione di come non è detto per forza che si debba "fuggire" all'estero per lavorare in questo campo.  Nella sede di Milano dell'istituto infatti lavorano scienziati provenienti da 27 Paesi di tutto il mondo».Con Amanda sono stati selezionati tra i dieci altri tre ragazzi piemontesi: sono Giovanni Battista Buzzi dell’istituto superiore Balbo di Casale Monferrato, Lorenzo Ridone dell’Iis Quintino Sella di Biella e Luca Terrone dell’Iis Peano di Torino. Il concorso “Lo studente ricercatore” con la sua giornata finale in cui gli studenti espongono i risultati degli 

Illustrato a Novara il rapporto “Il punto cieco” su usura, racket e gioco d’azzardo

| Cronaca NOVARA - Usura, gioco d’azzardo e racket, tre fenomeni spesso collegati. Di questo si è parlato, alla Barriera Albertina, all’incontro dal titolo “Il punto cieco”, in cui è stato illustrato l’omonimo rapporto, redatto dall’Osservatorio regionale di Libera Piemonte. A promuovere l’evento, Libera Novara con il Gruppo di Iniziativa Territoriale di Banca Etica e la Camera di Commercio. A illustrare la ricerca, Francesca Rubino, curatrice del rapporto e responsabile per il Nord-Ovest Italia del progetto “Sos Giustizia”, e Alessandro Buscaglia, redattore del rapporto e membro dell’Osservatorio di Libera Novara. La serata è stata introdotta da Cinzia Spilinga, responsabile Git di Banca Etica, e da Mattia Anzaldi, referente di Libera Novara. «Siamo sempre stati attenti a queste tematiche – ha riferito Spilinga – in particolare al fenomeno dell’usura. Tant’è che siamo soci di “Interesse uomo”, fondazione antiusura attiva in Piemonte. Abbiamo attivato anche percorsi nelle scuole. Obiettivo, vivere il risparmio in modo diverso». Un incontro, «che per noi – ha aggiunto Anzaldi – rappresenta uno dei 100 passi che ci avvicinerà al 21 marzo, quando saremo a Bologna per la Giornata della memoria e dell’impegno per ricordare le vittime innocenti delle mafie». Un appuntamento in cui è stato tracciato il contesto sociale in cui nasce l’usura, le cause che portano a rivolgersi agli usurai, le leggi, le tutele e molto altro. «Al rapporto – ha detto Buscaglia – abbiamo lavorato per diverso tempo, cercando di fornire uno strumento utile per tutti». Lo sportello Sos Giustizia esiste da 4 anni, «ma Libera – ha spiegato Rubino - è accanto alle vittime di usura ormai da 20 anni. Quello che abbiamo notato nella nostra attività è una scarsa informazione sul fenomeno e poca attenzione anche da parte della stampa. Resta un po’ in un cono d’ombra». La magistratura, comunque, negli ultimi tempi, «a partire dal 2011 – hanno spiegato Rubino e Buscaglia - ha concluso diverse operazioni con al centro l’usura e, sovente, un collegamento con la ‘ndrangheta». Il problema maggiore «sono le istituzioni – hanno proseguito – Le vittime, infatti, spesso non sanno che esistono normative per tutelarle. Abbiamo notato un’assenza di campagne informative sul tema, a livello locale come anche nazionale, almeno dal 2007. Forse viene ritenuto un tempa privato, eppure è un fenomeno che esiste da sempre e ci sono state inchieste a Torino e a Novara». Inchieste che, per Novara, per Libera, sono state seguite proprio da Buscaglia, con articoli e approfondimenti. Tre sono le tipologie di usura, come ha riferito Rubino. «Quella ‘semplice’, legata allo strozzinaggio, quella di mafia e l’usura bancaria, da noi non trattata. L’obiettivo dell’usuraio singolo è fare affari, ‘strozzare’ la propria vittima. L’usura di mafia è, invece, più pericolosa. In entrambi i casi, a un certo punto, la vittima non riesce più ad andare avanti. Con la mafia è il potere criminale che vuole diventare potere economico. Entrambi i tipi di usura sono caratterizzati da violenza e minacce». Difficile delineare un identikit della vittima ‘tipo’. A rivelarlo è Buscaglia: «spesso sono vittime di usura persone insospettabili, magari un padre che regala, con difficoltà, un’auto ai figli o che deve provvedere al matrimonio di un figlio o una figlia. Sono molti i motivi scatenanti che possono portare a chiedere un prestito a un usuraio. Certo ci sono molti casi di chi ha perso tutto con il gioco d’azzardo, con le slot machines. Dietro l’usura c’è sempre un dissesto, un problema nell’aver gestito il denaro. Sono persone, le vittime, accomunate da fragilità e solitudine. Tra l’altro – ricordano sia Buscaglia sia Rubino – vivono l’usuraio in maniera distorta, come un benefattore». A tal punto che, «quando vengono allo sportello ci girano intorno alla questione, ma non dicono che vogliono denunciare, non dicono che sono vittime di usura. Hanno una sfiducia generalizzata nelle istituzioni, perché non sanno che ci sono leggi che li tutelano. La denuncia è la sola via per un percorso di consapevolezza». Dal pubblico molte le domande. Quello che è emerso è la necessità di reti di supporto e di una maggiore informazione. mo.c.   Per saperne di più, leggi il Corriere di Novara in edicola lunedì 2 marzo
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